Aprile  2002


 



 

Disegno progettuale dell'S55


 

 

 

Un S-55 all'idroscalo di Ostia


 

 

L'S-55 divenne celebre anche per essere stato il velivolo preferito da Balbo per le trasvolate atlantiche del 1930 e del 1933, quest'ultima terminata a Ostia.

 

La confezione della "Sigaretta Atlantica" nata per celebrare la Crociera del 1933


 

 

Lo stormo di S55 preparati per la trasvolata atlantica
allineati alla base di Orbetello poco prima della partenza


 


 

La posizione in volo degli S55 durante la trasvolata
Sotto la rotta del 1933 con arrivo finale all'Idroscalo di Ostia


 

 

1933 - Italo Balbo mentre scende dal suo idrovolante appena arrivato a Chicago


 

Il trionfale ritorno a Ostia, l'S55 di Balbo attorniato dalle autorità e dagli amici


Le cronache dell'epoca riportarono la notizia che Filippo Tommaso Marinetti,
dal tetto d'un capannone dell'Idroscalo, descrisse il trionfale rientro della squadriglia
atlantica di Italo Balbo in una radiocronaca, improvvisando un'«aeropoesia».


(Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) fondatore del movimento letterario e artistico denominato
"Futurismo" al quale in seguito aderirono molti altri esponenti delle più svariate espressioni artistiche
tra questi, sempre in campo letterario, Papini, Soffici, Palazzeschi e Govoni. Per le arti figurative
Boccioni, Carrà, Balla, e Severini. Più tardi Depero, Fillia, Dottori, Prampolini che con Marinetti
furono tra i firmatari del "Manifesto dell'Aeropittura" )

 
 

La foto qui sotto e i due documenti successivi provengono dal sito http://it.geocities.com/marco_morselli/index.html
per gentile  concessione del signor Marco Morselli, nipote di Mario, uno degli aviatori che parteciparono alla trasvolata del 1933. Il sito presenta moltissimi altri documenti e immagini relativi all'attività del nonno e alle trasvolate di Balbo. 

 

 

 

Per trovare i 100 aviatori necessari alla trasvolata del 1933, Italo Balbo selezionò oltre 300 candidati

 

 

Proprietà Marco Morselli

 

Gli equipaggi prescelti e gli S-55 della Crociera Atlantica del 1933 posano per una foto ricordo alla base di Orbetello

   

Il ritorno in Italia degli equipaggi della crociera del 1933 fu un evento storico  organizzato nei minimi particolari. Per agevolare l'arrivo delle decine di migliaia di persone che secondo le previsioni, poi avveratesi, sarebbero intervenute alla festa di benvenuto, furono studiati percorsi, parcheggi e tribune lungo tutto lo specchio di fiume interessato all'ammaraggio degli idrovolanti 

 

 

Proprietà Marco Morselli

 

Le "Famiglie Atlantici", ovvero i pareti degli aviatori che effettuarono la trasvolata, furono accolti in tribune riservate

   
 

 

Proprietà Marco Morselli

 

La tessera di riconoscimento di un Atlantico che partecipò alla trasvolata del 1933, il motorista Mario Morselli.


 

 

La produzione di questo velivolo fu affidata principalmente alla SIAI, ma anche ad altre aziende, tra le quali la Piaggio che ne produsse otto metallici.
L'S55 nacque su richiesta del Commissariato dell'Aeronautica che richiedeva un idrovolante bombardiere e silurante.

 

Una fantastica azione di guerra degli S-55 riprodotta su una cartolina postale dell'epoca


 

L'S-55 effettuò il primo volo a Varese, sull'idroscalo di Sant'Anna di Sesto Calende.
Venne poi sviluppato un modello per uso civile, S-55P (P sta appunto per passeggeri) che ospitava 12 persone, 6 per ogni scafo.

 

 

                        

15 febbraio 1928, idroscalo di Ostia.
Si imbarcano passeggeri e bagagli
per il volo inaugurale Ostia-Genova-Barcellona

Idroscalo di Ostia
In partenza il volo per Cagliari


Busta commemorativa, con annullo postale, del volo inaugurale Ostia-Cagliari.

 

 

 

 

Immagine trovata su Internet


 

 

 

 

L'S55, nelle varie versioni militari e civili, venne esportato in Brasile, Romania, Stati Uniti e Unione Sovietica.

 

Un'evoluzione dell'S-55 fu l'S-66, sempre a due scafi ma con tre motori Fiat A-24R, che spingevano eliche a quattro pale in legno. Nella foto, scattata nelle acque dell'idroscalo di Ostia, l'I-VALE per il servizio passeggeri, ne portava fino a 22.


 

 

L'S-55 fu il primo progetto di risonanza mondiale dell'architetto Marchetti.
In modo particolare l'ala, per la sua robustezza, fece da modello per altre produzioni aeronautiche.

 

Decine di persone danno una evidente dimostrazione della robustezza delle ali dell'S-55


 

 

L'idroscalo Carlo Del Prete in pochi anni divenne molto importante per l'economia ostiense, dando lavoro a centinaia di abitanti del posto, che presto familiarizzarono con gli aerei e in modo particolare con l'S-55, che divenne anche l'aereo simbolo del Lido

 

Uno degli idrovolanti della trasvolata del 1933 - I-ISTRO - in mostra sul lato destro del Collegio Nautico IV Novembre di Ostia. Al lato opposto si nota la prua e il Gran Pavese della Santa Maria, una nave in cemento armato uguale, nella forma e nelle dimensioni   a una goletta. Serviva per gli esercizi di vela agli allievi del collegio.
La goletta è ancora al suo posto, l'aereo è stato rimosso


 

 

 

A conferma di quanto detto sopra, ecco un'immagine abbastanza eloquente della "confidenza" tra l'S-55 e Ostia

 

Una rara cartolina d'epoca del famoso incisore Tato, sotto la carlinga dell'idrovolante la spiaggia di Ostia e la sagoma della rotonda a mare dello Stabilimento balneare Roma, uno dei più grandi e attrezzati d'Europa

  TATO, nome d'arte di Guglielmo Sansoni, Bologna 1896 - Roma 1974 - Pittore, incisore, fotografo futurista. ( E’ lui a firmare assieme a Filippo Tommaso Marinetti, nel 1930, il manifesto La Fotografia Futurista, che verrà accluso al numero de Il Futurismo datato 11 gennaio 1931)

 

Per la costruzione dell' idroscalo Carlo Del Prete, vista anche la fallimentare esperienza del  1921, smantellato l'anno dopo a causa dei continui insabbiamenti e per  la continua erosione delle sponde, fu necessario alzare il livello del suolo di circa un metro per tutta l'area della zona interessata allo scalo. 


Per consentire l'aumento di livello dell'area destinata all'idroscalo, furono usati materiali dragati dal fiume stesso e altri provenienti dagli scavi archeologici di Ostia Antica.
In basso a destra si scorge la parte superiore di Tor San Michele.


 

 

Dopo la costruzione dell'idroscalo
fu restaurata Tor San Michele per utilizzarla come base per il faro dell'aerodromo. La torre, di scuola michelangiolesca, fu edificata nel 1567 a guardia della foce del Tevere, 


L'indiscussa comodità e velocità di spostamento favorisce l'utilizzo, sempre in continuo aumento, dell'aereo, un mezzo di trasporto che richiederà, affinché diventi sempre più affidabile e sicuro, un notevole tributo di vite umane, perse in incidenti di volo.
Il cartoncino commemorativo qui a fianco ne ricorda uno.

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