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13 Dicembre 1943 |
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13-12-1943
Questa
data segna lo sfregio più doloroso subito da Ostia moderna e la fine del
periodo turistico più esaltante della nostra storia. Infatti la notte del
13 viene fatto saltare in aria il simbolo più famoso del litorale romano
e forse d’Italia: lo stabilimento Roma. Era l'ultimo di una serie di
episodi che per poco, oltre al Roma, hanno rischiato di fare sparire tutta
la città. Infatti i tedeschi, convinti che lo sbarco alleato debba
avvenire proprio sul litorale romano, nel preparare la ritirata da Ostia
adottano tutte le misure ritenute idonee a impedire, o quantomeno a
ritardare, il temuto sbarco. Comincia così la sistematica distruzione di
vari immobili di Ostia che si completerà nell’aprile del 1944 con
i ponti, gli edifici e la famosa Torre Clementina a Fiumicino .Ecco
un parziale elenco delle misure adottate, il più famoso a cadere subito
è dunque lo Stabilimento Roma, ma subito seguito dal Pontile del
Littorio; la Torre del Collegio Nautico IV Novembre; la Torre Antiaerea
della Caserma Italia; la Stazione Ferroviaria di Marcello Piacentini; sono
divelti molti chilometri di rotaie e tagliati altrettanti di linea
elettrica. Le strutture più importanti dell'Idroscalo Carlo Del Prete
sono rese inservibili. Ma non è tutto, gli stabilimenti in legno, come
Battistini, Elmi, Salus, Principe, Urbinati, Conchiglia, e tutti gli altri
fino al Vittoria, vengono fatti saltare in aria. Qualche stabilimento in
muratura, come il Dopolavoro, il Belsito e il Plinius, forse perché
deposito di armi e munizioni che non possono essere portate via, sono
distrutti con tutto il materiale bellico. Le strade più importanti sono
ostruite da migliaia di alberi sradicati, su centinaia di metri di
spiaggia prendono posizione innumerevoli "pezzi" di artiglieria,
il resto dell'arenile, per molti chilometri, diventa un enorme campo
minato, minate anche le strade adiacenti alla via del Mare, la Meccanica
Romana (base dei carri armati tedeschi), i cortili del IV Novembre
(ospitava i paracadutisti), molti prati e la zona della pineta di
Castelfusano dove erano attendati i reparti delle SS. Ma la cosa più
inquietante è che le cantine, i negozi, i sottoscala e gli androni di
tutti i palazzi delle prime due file del lungomare sono letteralmente
imbottiti di esplosivo. Ostia è una gigantesca polveriera pronta a
esplodere se le navi alleate appaiono all'orizzonte.
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