Papa Formoso

Nei due tondi il simbolo del casato e il volto di Papa Formoso,
in basso  l'incoronazione di Arnolfo Re di Germania

(Cartolina del 1903 benedetta da Papa Pio X")


La storia del Papa nato a Ostia necessita di un approfondimento maggiore rispetto ad altre date, motivo immediatamente intuibile leggendo la brevissima storia che abbiamo riportato qui sotto.


816  A Ostia -Porto- nasce Formoso (dal latino formosus "bello”). Un uomo ricordato per la sua onestà e per la sua umanità, che presto prenderà la strada della chiesa diventando Vescovo di Porto e Ostia.
Dopo il vescovato viene eletto Papa il 6 ottobre 891, reggendo il soglio di Pietro per cinque anni.
Quello che lo rende unico come Papa è ciò che accadde dopo la sua morte, una vicenda che ha aspetti, nello stesso tempo, macabri e grotteschi. Intanto bisogna ricordare che la morte di Formoso fu dovuta forse ad un avvelenamento, cosa più che possibile visti gli anni bui che viveva Roma in quel periodo. A lui successe Bonifacio VI, ma dopo pochi mesi di papato venne rimosso con la forza. Quindi salì sul soglio pontificio, con l’appoggio della fazione di Spoleto, Stefano VI, il Papa che architettò la storia che segue e che morì strangolato in una segreta di Castel Sant’angelo dopo due anni di papato.

Papa Stefano VI, nel suo breve pontificato, si distinse per il processo al cadavere di Papa Formoso, forse la più fosca vicenda della storia della chiesa romana. L’accusa mossa a Formoso fu quella di avere fatto incoronare Guido di Spoleto imperatore e designato il figlio di Guido come principe ereditario. Poi, spaventato delle pretese sempre più pressanti degli spoletini, chiese aiuto ad Arnolfo re di Germania, che per venire in Italia chiese e ottenne di venire incoronato a sua volta Imperatore. Papa Stefano VI interpretò questo gesto come un vile e opportuno tradimento da parte di Formoso. Pertanto, a due anni dalla scomparsa, lo citò in giudizio e riesumato il corpo, spogliato delle vesti pontificali ormai logore, fu rivestito con una candida veste e fatto sedere su un trono nella sala del concilio in Laterano, fu processato davanti ad un sinodo. Al defunto era assicurato anche un avvocato, che però tacque per tutta la durata del processo ammutolito dal terrore. 

Alla salma, ormai quasi mummificata, venne chiesto il nome e gli vennero lette le imputazioni. 
Alla fine il sinodo pronunciò la sentenza che dichiarava nulla l’elezione papale del povero Formoso e tutte le ordinazioni da lui conferite. Inoltre gli si recisero le tre dita con cui dava la benedizione e fu ordinato di cancellare tutte le sue immagini. Il cadavere fu quindi trascinato lungo la Via Lata (attuale via del Corso) dalla folla, aizzata da alcuni agitatori al soldo della chiesa e buttato in una fossa comune. Dopo alcuni giorni il cadavere fu riesumato e gettato nel Tevere.

Poco dopo che era stato eseguito il processo la basilica lateranense, già scossa da un terremoto precedente, crollò quasi completamente al suolo.
Evento che molti fedeli interpretarono come un segno della collera divina per il gesto oltraggioso fatto al cadavere di Formoso e alla sua memoria.


Sulla sorte del corpo di Formoso ci sono versioni discordanti, la prima vuole che, dopo che fu gettato nel Tevere, venne ritrovato in mare da alcuni pescatori che lo avrebbero fatto seppellire in un cimitero popolare. Secondo un’altra versione, dopo il ritrovamento della salma, la sepoltura di Formoso sarebbe avvenuta con tutti gli onori nella basilica di San Pietro ad opera di Teodoro II. La leggenda vuole che, nel momento in cui la salma veniva trasportata verso la tomba, le teste delle statue degli altri pontefici chinarono la testa in segno di deferenza. Per la cronaca bisogna sottolineare che questo caritatevole gesto costò molto caro a papa Teodoro, che dopo venti giorni di pontificato, giusto il tempo di rivalutare la figura di Formoso, venne assassinato anche lui.
Non era il primo e non sarà l’ultimo papa a concludere la sua vita in modo così tragico.

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