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Il modello
civile
La 250 di
Spatafora
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Negli anni
'60 la Squadra Mobile di Roma è l'unica fra i corpi di polizia al mondo ad avere in dotazione una vettura di
Maranello: una GT 2+2
Siena-Monza 44, Siena- Monza indicano le iniziali di
Squadra Mobile, le cifre corrispondono agli ultimi due numeri di targa
della vettura, Polizia 29444.
In effetti la casa di Maranello consegnò alla Polizia due Ferrari 250 GT 2+2
- colore nero, sirena, lampeggiante sul tetto, radio ricetrasmittente e la dicitura "Squadra Mobile" sulle fiancate.
Però, pochi giorni dopo dall’entrata in servizio una delle due finisce
distrutta in un gravissimo incidente stradale.
Questo convinse i dirigenti del Comando di Roma a far partecipare ad un corso di perfezionamento di guida veloce alcuni agenti
già pre-selezionati e individuare così i più idonei alla guida della potente vettura rimasta
alla questura di Roma. Tra questi uomini c’è anche il maresciallo Armando Spatafora, che risulterà il più bravo e che in effetti diventerà il pilota simbolo della Ferrari della Polizia. Una sua rocambolesca discesa a velocità sostenuta dalla scalinata di Trinità dei Monti, durante un spericolato inseguimento per le vie della città, diventerà una delle leggende romane degli anni ‘60.
La Ferrari nera, targata -Polizia 29444-, otterrà brillanti risultati nel corso dei sei anni di servizio, poi
è venduta all'asta e per anni se ne perdono completamente le tracce. Alla fine degli
anni ’90 viene ritrovata e restaurata da un’associazione che colleziona auto storiche delle forze dell’ordine, composta da ufficiali e agenti di Polizia, e restituita nel suo antico splendore alla vista degli appassionati, con tanto di sirena, radio e scritte.
Anno di costruzione
1961
Cilindri 12 a V di 60°
Cilindrata 3000
Alesaggio mm 73
Corsa mm 58,8
Potenza cv 235 a 7000 giri al minuto
Posti 2+2
Peso 1700 kg circa
Velocità massima 240 km/h
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